museo della certosa: informazioni

 

COMUNICATO STAMPA

 

scultura di Santachiara

scultura di Santachiara

scultura di Santachiara

Titolo Mostra

 


Carlo Santachiara
Sculture a memoria


A cura di

 

 

Adriano Baccilieri e Mauro Mazzali

 

 

Fotografie di

 

 

Guido Piacentini

 

Periodo

 

 

dal 4 ottobre 2002
al 2 novembre 2002

 

Luogo

 

 

Sala d’Ercole del Palazzo comunale
Piazza Maggiore, 6 - Bologna

 

Orario

 

 

tutti i giorni dalle 10 alle 19
ingresso libero

 

Per informazioni tel. 051 204882 – fax 051 204761
e-mail gigliola.vecchiatini@comune.bologna.it
Su richiesta è disponibile per la stampa un cd
con materiale fotografico e testi biografiche critici



Carlo Santachiara
Sculture a memoria


Venerdì 4 ottobre 2002 si è inaugurata a Bologna la mostra “Carlo Santachiara, Sculture a memoria“.
L’esposizione è curata da Adriano Baccilieri e Mauro Mazzali e si avvale delle fotografie di Guido Piacentini e di un testo in catalogo di Francesco Franchi.
Rimarrà aperta nella Sala d’Ercole del Palazzo comunale, in Piazza Maggiore, fino al 2 novembre 2002 (ingresso libero, tutti i giorni dalle 10 alle 19).
La mostra è promossa dal Comune di Bologna - Progetto Nuove Istituzioni per Comunicare la Città, dal Comune di Reggiolo (RE), dalla Associazione Francesco Francia e dalla Venturi Arte, con la collaborazione dell’Istituto per i Beni Culturali dell’Emilia Romagna, della SO.CREM., della Provincia di Bologna, della Provincia di Reggio Emilia, del Liceo Artistico di Bologna, di Italia Nostra, Cabaret Voltaire e Circolo Galileo Galilei.
La mostra documenta il lavoro – si tratta soprattutto di sculture, ma anche di litografie e disegni – compiuto da Carlo Santachiara (1937, Reggiolo – 2000, Bologna) in quaranta anni di intensa attività di scultore, disegnatore, incisore e autore di comics (‘Il Travaso’, ‘Eureka’, ‘Bologna incontri’, ‘Il foglio’), condotta in parallelo all’insegnamento nel Liceo Artistico bolognese.
La figura e l’opera di Santachiara vengono presentate assumendo quale epicentro la sua ‘scultura a memoria’, ossia l’attività legata a finalità votive e commemorative, e facendo ruotare al suo intorno il restante lavoro dell’artista.
Nucleo centrale dell’esposizione sono perciò le sculture realizzate per la Certosa di Bologna (in particolare la Tomba Berselli, 1970, la Cella Venturi, 1979, la Tomba Fuzzi, 1987), per il cimitero di Reggiolo, la Via crucis nella chiesa dei Ss.Saverio e Mamolo a Bologna, ancora a Reggiolo il monumento ai caduti della Grande Guerra, con gli altorilievi della Guerra e della Pace, 2000; nelle quali – scrive Adriano Baccilieri presentando l’artista – Santachiara si è sentito come “autorizzato ad imprimere nelle memorie dei campisanti, dei luoghi di culto e pietà, o di civile rimembranza, i segni dinamici della vitalità. In questa impresa, che costituisce tanta parte del suo lavoro, è come se Santachiara si fosse levato ad orgogliosa difesa della dignità umana contro la sorte ineluttabile; lui, paladino della lotta ad ogni forma di violenza con l’arma del segno e dei suoi temi, è come avesse compiuto un estremo atto prometeico con garbata irriverenza”.
“(…) Santachiara – prosegue Baccilieri - è artista poliedrico, un solista isolato fra le neoavanguardie del secondo Novecento, volte oltretutto, durante il primo decennio della sua attività a concettualismi ed azzeramenti, affatto contrari alla sua indole; disegni, grafica e sculture promuovono così una resistenza a difesa del figurale (figurazione potenziale, deliberatamente indefinita o sdefinita) con forti valenze simboliche, come l’artista ha sostenuto, facendo di lui un paladino della ‘tradizione del moderno’, all’avanguardia”.


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